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Il Matrimonio segreto
Ivor Bolton

IL MATRIMONIO SEGRETO



dramma giocoso in due atti

musica Domenico Cimarosa

libretto Giovanni Bertati

Editore Casa Ricordi, Milano
Revisione secondo i testi originali di Franco Donatoni

prima rappresentazione 7 febbraio 1792
Burgtheater, Vienna

direttore Ivor Bolton

Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari

regia e scenografia Quirino Conti
ambientata ne La scena ricca del pittore Domenico Bruschi (1840-1910)
costumi Piero Tosi
disegno luci Vinicio Cheli

nuova produzione Spoleto56 Festival dei 2Mondi

personaggi e interpreti
Geronimo Omar Montanari
Elisetta Valentina Farcas
Carolina Barbara Bargnesi      
Paolino Emanuele d’Aguanno
Fidalma Teresa Iervolino
Conte Robinson Davide Luciano
servitori Matteo Bufalini, Carlo Alberto Costanzi Petrancola, Giovanni Di Costanzo, Mirko Peruzzi

assistente direttore d’orchestra/clavicembalo Luke Green
regista collaboratore Nicola Zorzi
movimenti scenici Alberto Bellandi
acconciature Maria Teresa Corridoni
trucco Franco Corridoni

assistente alla scenografia Michele Della Cioppa
assistente ai costumi Santina Cardile
maestro al pianoforte Eugenio Krizanovski
maestro di palcoscenico e assistente di produzione Roberta Mori
maestro di palcoscenico Meri Piersanti
maestro alle luci Silvia Mendicino

direttore tecnico Ottorino Neri
direttore di produzione Maya Dimova
coordinamento direzione tecnica Daniele Di Battista
segreteria tecnica Silvia Preda
assistente al direttore tecnico Alessia Forcina
responsabile luci Graziano Albertella
responsabile macchinisti Paolo Zappelli
direttore di scena Rodolfo Santoni
macchinisti Antonio Verde, Fausto Pagliarola
capo elettricista Simone De Angelis
elettricista Marco Mosca
fonico Andrea Bisaccioni
attrezzista Elena Briguori
responsabile sartoria Chiara Crisolini Malatesta
sarte Claudia Zampolini, Serenella Orti, Marian Osman Mohamed, Giuliana Rossi
assistente alle acconciature Rosario Adaldo
assistente al trucco Ilaria De Riso
costumi realizzati dalla Tirelli Costumi Roma
parrucche Rocchetti & Rocchetti srl
calzature Pompei
attrezzeria E. Rancati srl Roma
gioielli Jewel House
elementi scenografici Tecnoscena srl
servizio audio/video Opera26 di Andrea Bisaccioni - Spoleto
luci SPANensemble di Graziano Albertella - Spoleto
pianoforti Angelo Fabbrini
trasporti GBANG S.r.l.



Quando ho visto l’ammirevole restauro della "scena ricca" del pittore Domenico Bruschi, curato dalla Fondazione Carla Fendi per il Teatro Caio Melisso, mi è sembrato opportuno, anzi necessario, pensare a un’Opera lirica da rappresentare in quelle meravigliose "quinte" riportate alla luce con tanta maestria.
Il Matrimonio segreto di Domenico Cimarosa mi è parsa l’Opera ideale per quel palcoscenico e per quella scenografia.
E’ stato scelto Ivor Bolton, un brillante Direttore, alla guida dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari e Alessio Vlad, con la solita cura e attenzione, ha selezionato una Compagnia di canto formata da giovani talenti.
La regia e l’ambientazione scenografica sono affidate a Quirino Conti. Piero Tosi torna al lavoro e ha creato sublimi costumi per l’occasione.
Questo allestimento sarà il primo di un progetto che prevede, nei prossimi anni, l’utilizzo del Caio Melisso per ospitare un raro repertorio lirico settecentesco che si confaccia alle caratteristiche di questo Teatro che spicca come un gioiello prezioso nel panorama dei Teatri italiani.
Giorgio Ferrara

Il 26 dicembre del 1955, Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, inaugurava a Milano la Piccola Scala.
Iniziava così una delle più stimolanti stagioni musicali della nostra storia.
In quella sala, che, lasciando un vuoto mai colmato, oggi non c’è più, il repertorio sei-settecentesco e quello moderno e contemporaneo, trovarono sede ideale.
Non è un caso, quindi, che oggi si mette in scena quello stesso titolo nel rinnovato, grazie alla generosità di Carla Fendi, Teatro Caio Melisso, che, nella sua nuova veste si apre per la prima volta all’Opera.
E che Opera!
Tutti conoscono la storia del grandissimo successo della prima rappresentazione tale da far chiedere, o meglio ordinare, dopo aver invitato tutti a pranzo, dall’Imperatore Leopoldo II, di ripetere l’opera da capo: forse il più lungo bis della storia.
Evidentemente il lavoro rispondeva in tutto e per tutto al gusto dell’epoca, interpretandone in modo perfetto gli umori.
I valori e le gerarchie sociali, a differenza di Mozart, non venivano intaccati, l’egualitarismo, necessario allo svolgersi della trama, è estraneo ad ogni suggestione ideologica e la vicenda rispecchia in pieno il clima che dominava la società viennese degli anni ’90 del 1700.
Sotto questo punto di vista le ragioni dell’esito della prima rappresentazione appaiono chiarissime: il pubblico viennese di allora dopo il tramonto delle utopie chiedeva all’opera buffa sostanzialmente uno svago rassicurante.
Ma quello che appare assolutamente straordinario è come questo capolavoro, amato anche da Stendhal, a differenza di tante altre opere che avevano avuto all’epoca incondizionato successo, rimanga capolavoro anche oggi, anzi come tale sia sempre stato recepito, essendo rimasto ininterrottamente sempre in repertorio.
La sintesi perfetta tra pathos, melanconia e commedia, tra comico e grottesco che, uniti ad un vitalismo prorompente, danno il tono dell’azione, rimane attualissima e di un valore che trascende qualunque stilema e convenzione settecentesca diventando così uno dei simboli assoluti dell’opera buffa italiana.
Alessio Vlad

Inevitabilmente, col trascorrere del tempo prima o poi la musica viene a pervadere ogni spazio della sensibilità. Giacché nulla è più espressivo, sincero e commovente. Più immateriale. E mi capita spesso, a un concerto o a una rappresentazione d’opera, di scrutare gli orchestrali, il coro e i cantanti, quasi appartenessero a una condizione diversa, riscattata da ogni limite. Non riesco a staccare gli occhi da quell’umanità, che mi appare salvata dal rischio dell’irrilevanza. Origine di un’espressione che, in un linguaggio privilegiato, si riversa sugli spettatori come una rivelazione. Invece di parole che, in solitudine, non saprebbero dire nulla di più profondo e sincero.
È così che mi sono avvicinato a Il matrimonio segreto di Cimarosa. Come a un linguaggio cifrato, a una straordinaria parola che mi veniva chiesto di rappresentare per chi avesse scelto di ascoltarla.
In tutti questi anni, per il mio lavoro, ho vissuto di immagini, me ne sono riempito gli occhi: ma arrivato a questo appuntamento, nulla mi è parso più efficace e contemporaneo della sostanza stessa della musica. Con il racconto di quelle vicende: sospese dal reale e in una oggettiva condizione poetica. Davvero l’ultima liturgia di questa modernità, quando sul palcoscenico ciascuno nel proprio ruolo e dentro le indicazioni della partitura , quel che si racconta diviene quasi assoluto. E totalmente umano.
Così ho voluto raccontare Il matrimonio segreto, come lo avessimo ricevuto da un meteorite, da un altro mondo. Che naturalmente non è solo il Settecento, ma quel luogo dell’anima dove eternamente si ripetono identici i sentimenti, immutabili. Sempre così sorprendenti.
Quirino Conti

Il costume è la buccia di un personaggio; la sua raffigurazione, il risultato di una complessa elaborazione estetica.
Il progetto parte sempre da un volto: è da lì, infatti, che il personaggio inizia a delinearsi. Da un’espressione. Quindi da una foggia d’abito. Fino alla postura e al portamento.
E in questo caso, allora, quale Settecento? Sempre, a Spoleto, con Visconti, per la Manon, il Settecento dei costumi ne raccontava uno reinterpretato da Favretto in un tardissimo Ottocento!
E anche per Il matrimonio segreto le date si rincorrono, slittano, ciascuna rimandando a un’altra: 1792, prima rappresentazione dell’opera; 1766, anno di pubblicazione di The Clandestine Mariage, la commedia di Colman e Garrick a cui Cimarosa si rifà esplicitamente; quindi, a ritroso, Le Mariage à la Mode, il ciclo realizzato da Hogarth e divulgato come incisioni nel 1745. E poi quel 1786: Le nozze di Figaro, ancora a Vienna, al Burgtheater
Con Quirino Conti che mi chiedeva personaggi come "oggetti squisiti", prima di ogni altra cosa si è tenuta presente la scena fissa del teatro: quella magnifica scena che i recenti restauri ci hanno da poco restituito. Dunque, la scena e la Musica. E su quel rosa livido che è il tono del fondale, si delineano figure e personaggi.
Elisetta e Carolina, le due sorelle, intercambiabili nelle loro polonaises datate intorno al 1770: in tre toni di rosa, come fossero bonbon. Il Signor Geronimo, su una marsina molto démodé tra il 1710 e il 1720, indossa una parrucca fine Seicento - inizio Settecento. E la zia Fidalma, fiammeggiante nel caraco di gusto militare 1760-70. Il Conte Robinson, al contrario, è un modernissimo incroyable londinese, perfettamente 1790. Paolino, infine, è tutto nero. Quasi fosse un abate o un precettore.
Piero Tosi

TRAMA Paolino e Carolina, in preda al loro tenero e appassionato amore, contraggono matrimonio in segreto e fra ansie e sotterfugi si adorano senza potersi appartenere. Paolino vorrebbe persuadere la sua sposina segreta alla fuga: ella però esita, se pur angustiata da mille pene. Intorno ai due innamorati si muove una piccola folla di personaggi: Geronimo, il padre di Carolina, sordo, avaro e ricco mercante, nonché padrone di Paolino; il conte Robinson, ricco pretendente inglese; Elisetta, la sorella di Carolina, destinata in nozze dal padre al conte Robinson, caratterialmente dispettosa, ambiziosa, aspra e maligna; la zia Fidalma, ricca vedova che ha investito i suoi capitali nelle imprese del fratello Geronimo, presa anch’essa da un’ardente passione per il giovane Paolino. L’intreccio s’aggroviglia piacevolmente nel corso dell’opera: il conte Robinson, che secondo i progetti di Paolino dovrebbe sposar Elisetta, appena vede Carolina s’innamora di questa e dell’altra non ne vuol più sapere. Geronimo protesta, ma Robinson gli propone di rinunciare a metà della dote se gli concede la mano di Carolina invece della mano di Elisetta. La rabbia di Elisetta e le dichiarazioni amorose di Fidalma a Paolino complicano ancor più la faccenda, quindi i due decidono di fuggire. Però la fuga non riesce, giacché tutto è scoperto, ma per fortuna tutto si sistema in lieto fine.


IVOR BOLTON 
Ivor Bolton è diventato Direttore Principale dell’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo nel 2004. È stato Direttore Musicale della English Touring Opera nel 1991/1992, Direttore Musicale della Glyndebourne Touring Opera dal 1992 al 1997, Direttore Principale della Scottish Chamber Orchestra dal 1994 al 1996, ed è stato il direttore musicale fondatore del Lufthansa Festival of Baroque Music e dei St James’s Baroque Players di Londra.
Fin dal suo debutto nel 1994, Ivor Bolton è in stretti rapporti con l’Opera di Stato Bavarese di Monaco di Baviera, che ha diretto in numerose nuove produzioni, tra cui una rassegna di opere di Monteverdi e Hndel. A novembre 1998 ha ricevuto il prestigioso Bayerische Theaterpreis dal Primo Ministro della Baviera.
Ivor Bolton ha debuttato al Covent Garden nel 1995 e vanta una lunga collaborazione con Glyndebourne. Altri ingaggi operistici nel Regno Unito lo hanno portato a dirigere la English National Opera, la Welsh National Opera e l’Opera North.
Nel 2000 ha debuttato al Festival di Salisburgo con Iphigenie en Tauride di Gluck e da allora vi è ritornato ogni anno, dirigendo tre opere di Mozart nel 2006, anno di Mozart, Armida di Haydn nel 2007, Theodora al Festival del 2009 (di recente pubblicata in DVD), Le Rossignol/Iolanta nel 2011 e Das Labyrinth nel 2012. Nel resto dell’Europa, si esibisce regolarmente al Maggio Musicale di Firenze e in altre importanti sale da concerto a Parigi, Amburgo, Amsterdam, Bruxelles, Ginevra, Dresda, Lipsia e Madrid. Gli ingaggi operistici al di fuori dell’Europa lo hanno portato, tra le altre città, a San Francisco, Sydney e Buenos Aires.
Ivor Bolton ha collaborato con molte delle principali orchestre sinfoniche del Regno Unito, oltre che con importanti orchestre di tutto il mondo. Tra gli ingaggi concertistici delle ultime stagioni si ricordano: Vienna, Festival di Salisburgo, New York, Boston, la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, Parigi, Firenze, Milano, Rotterdam, WDR di Colonia, Philharmonisches Staatsorchester di Amburgo, Accademia Nazionale di Santa Cecelia di Roma, Athalia di Hndel con il Concerto Kln a New York, Parigi e Londra e la Zrich Tonhalle Orchestra, con la quale ha diretto la nona sinfonia di Beethoven a Capodanno 2005/2006. Nel 1993 ha debuttato ai Proms, dirigendovi La Passione secondo Giovanni di Bach nel 2000 e la Mozarteumorchester nel 2006.
Tra gli ingaggi operistici recenti e futuri si possono menzionare: Die Zauberflte e Alceste per la Wiener Staatsoper, Orfeo al Theater an der Wien, Der Fliegende Hollnder e Das Labyrinth di Von Winter a Salisburgo, Peter Grimes a Dresda, Iphigenie en Tauride al Covent Garden e a Parigi, Tamerlano al Covent Garden e a Monaco di Baviera, Ercole Amante di Cavalli, Billy Budd, Deidamia e Armida per la Netherlands Opera, Jenufa e Alceste per il Teatro Real di Madrid, Entfhrung a Barcellona e Monaco di Baviera, Le Nozze di Figaro, Medea in Corinto e Mitridate a Monaco di Baviera, Il ritorno d’Ulisse Rinaldo a Zurigo e Alceste al Festival di Aix. I suoi impegni concertistici recenti e futuri includono spettacoli con l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo e tournée in tutto il mondo. Tra gli impegni come ospite si possono menzionare: Netherlands Philharmonic, NDR Hamburg, Hamburg Philharmonic, Munich Philharmonic, Munich Chamber Orchestra, Klner Philharmonie, RAI Torino, Bergen Philharmonic, Bamberg Symphony, Deutsche Kammerphilharmonie, Orchestre de chambre de Genève, Junge Deutsche Philharmonie, Orchestre de chambre de Paris, Danish National Radio Symphony, Real Filharmonia de Galicia, Royal Northern College of Music e spettacoli ai Festival di Spoleto, Dresda e Salisburgo.
Le sue numerose registrazioni con l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo comprendono le sinfonie n. 3, 5, 6, 7, 8 e 9 di Bruckner, L’enfance du Christ di Berlioz, La creazione e Le stagioni di Haydn, oltre a un ampio repertorio di Mozart, mentre tra le altre registrazioni si ricordano Serse, Ariodante e Poppea a Monaco di Baviera.

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO PETRUZZELLI
L’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli sono stati costituiti alla fine del 2012, a seguito del Concorso pubblico per esami indetto dalla Fondazione lirica pugliese. Daniele Rustioni, neo direttore musicale della Fondazione Petruzzelli, ha assunto l’incarico della direzione dei nuovi organici; Franco Sebastiani è il Maestro del Coro. I giovanissimi professori d’orchestra e maestri del coro, che hanno ottenuto il plauso unanime del pubblico e della critica, riscuotendo l’entusiastico apprezzamento dei Direttori che già li hanno guidati, nella Stagione 2013 del Teatro Petruzzelli affrontano impegnativi programmi sinfonici, operistici e di balletto, diretti da maestri di levatura internazionale: Daniele Rustioni, Asher Fisch, Tonino Battista, Daniel Kawka, Pascal Rophé, Marco Angius, Jonathan Webb, Renato Rivolta, Francesco Lanzillotta, Fabio Maestri, Corrado Rovaris, Karl-Heinz Steffens, Keri-Lynn Wilson, Alain Guingal, Roberto Abbado, Carlo Rizzari, Daniele Callegari, Boris Gruzin.

QVIRINO CONTI
"Il più intellettuale ed eclettico degli Stilisti" - come lo ha definito Natalia Aspesi - vive vite divergenti e parallele con un costante pendolarismo tra moda, architettura, teatro e cinema. E’ giovanissimo, ancora liceale, quando Orson Welles gli chiede di disegnare i costumi per il suo Don Chisciotte. Quindi, mentre studia architettura (si è laureato a Roma con Bruno Zevi), scopre l’alta moda nell’atelier Carosa della principessa Giovanna Caracciolo e debutta nel cinema con Alberto Lattuada. Come stilista collabora con i più prestigiosi gruppi industriali internazionali: per Valentino si occupa delle presentazioni delle collezioni haute couture e prt-à-poter, prima a Roma e poi a Parigi, e come direttore creativo firma collezioni di grande successo per Krizia, Trussardi e Valentino. Per il suo saggio-cult Mai il mondo saprà. Conversazioni sulla Moda edito da Feltrinelli e per le numerose collaborazioni giornalistiche (La Repubblica, L’Espresso, Dagospia, MF), gli è riconosciuto un ruolo critico di grande valore.
(dal Dizionario della Moda, Baldini Castoldi Dalai)

È autore di importanti allestimenti teatrali, tra i quali un celebratissimo Falstaff con Ruggero Raimondi al Grand Thétre di Ginevra; il Socrate di Vincenzo Cerami per il Piccolo Teatro di Milano-Teatro Strehler, diretto e interpretato da Gigi Proietti con le musiche del premio Oscar Nicola Piovani; il Benvenuto Cellini e le opere mozartiane per il Teatro dell’Opera di Roma: Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Die Zauberflte-Il flauto magico, con la collaborazione artistica di Fendi (le ultime due replicate per l’Estate Romana in piazza del Popolo con ottantamila spettatori per il Don Giovanni e oltre centocinquantamila per Die Zauberflte).
A Spoleto, per la Fondazione Carla Fendi ha ideato e diretto Theatre Minute: presentazione del restauro dei Sipari Storici del Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi, con la partecipazione straordinaria di Peppe Barra in un costume appositamente creato dal grande Piero Tosi e la colta narrazione di Philippe Daverio (55 Festival dei Due Mondi, luglio 2012).

PIERO TOSI
Creatore di abiti indimenticabili, Piero Tosi è tra i più riconosciuti costumisti italiani di teatro e cinema, capace di ricostruire con gusto antiquario e invenzione fantastica l’atmosfera e il costume di un’epoca, riassumendo nel suo lavoro creatività, genio e profonda passione. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Ottone Rosai, iniziò la sua carriera nel 1947 con lo spettacolo Il candeliere di Alfred de Musset con la regia di Franco Enriquez, lavorando in seguito come assistente di Maria de Matteis ai costumi di Troilo e Cressida di W. Shakespeare per la regia di Luchino Visconti. Di Visconti è stato da allora prezioso collaboratore, valorizzandone il filologico realismo, la passione per il dettaglio e l’accessorio, e adeguandosi alle diverse esigenze delle sue regie (per il teatro Zio Vanja, 1955; Macbeth, 1958; Dommage qu’elle soit une p, 1961; per il cinema Senso, 1954; Le notti bianche, 1957; Il gattopardo, 1963; La caduta degli dei, 1969; Morte a Venezia, 1971; Ludwig, 1972; L’innocente, 1976). In teatro ha lavorato fra l’altro con Zeffirelli (Lulù, 1950; Euridice, 1960) ed Enriquez (Beatrice di Tenda, 1959); nel cinema con Bolognini (Il bell’Antonio, 1960; Arabella, 1967), Fellini (Tre passi nel delirio, episodio di Toby Dammitt, 1968), Cavani (Il portiere di notte, 1974; La pelle, 1981), Zeffirelli (Storia di una capinera, 1993) e Amelio (Le chiavi di casa, 2004).
Definito da Franco Zeffirelli come uno degli ultimi superstiti di un mondo che non c’è più, Piero Tosi porta nuovamente in scena la sua arte a Spoleto dopo diversi anni in cui si era dedicato soprattutto alla didattica.

VINICIO CHELI

Diplomatosi nel 1973 alla scuola di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, dal 1974 al 1979 lavora al Maggio Musicale Fiorentino collaborando a tutte le produzioni. Dal 1979 al 1989 partecipa alle realizzazioni del Piccolo di Milano dove è collaboratore alle luci di Streheler. Lavora per il Rossini Opera Festival dal 1987 e per il Festival di Salisburgo dal 1989 dove produce diversi spettacoli. Fra le moltissime e prestigiose produzioni in cui ha lavorato: nel 1990 collabora all’inaugurazione de L’Opera Bastille e l’anno seguente è al Festival di Aix En Provance con Castor e Pollux; nel 1992 lavora all’allestimento dell’ultimo balletto di Rudolf Nureyev Baiadera all’Opera Garnier di Parigi; collabora poi con Ronconi (Falstaff, 1993; Otello, 1994) e con Grber (Erwartung, 1995; Otello, 1996); nel 1998 lavora agli allestimenti di Parsifal per la Nazionale Reis Opera, di Aida per la riapertura del teatro Massimo di Palermo, di Lucrezia Borgia con Hugo de Hana per la Scala, di Lucia di Lammermoor al Metropolitan di New York; nel 1999 allestisce La Forza del Destino e Manon al Teatro alla Scala, inaugura il Festival di Pasqua di Salisburgo con Tristan, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona con Turandot e la stagione d’Opera alla Scala di Milano con Fidelio con la regia di W. Herzoc; nel 2001 collabora con Zeffirelli nell’Aida al Teatro Verdi di Busseto, con Carl Philip von Maldeghem in Simon Boccanegra al Teatro Comunale di Ferrara, con Nicolà Joel in Das Rheingold, Otello e Mignon al Thétre du Capitole de Toulouse. Negli ultimi dieci anni, porta avanti una fitta collaborazione con il Thétre du Capitole de Toulouse e con il Teatro Real di Madrid e allestisce inoltre numerose altre opere, fra le quali, Don Giovanni e Le Nozze di Figaro al Teatro dell’Opera di Roma con Gigi Proietti, Le Roi de Lahore e Luisa Miller al Teatro La Fenice di Venezia con A. Bernard, Peter Grimes al Teatro Liceu di Barcellona con L. Pasqual, Traviata al Teatro Comunale di Firenze con Cristina Comencini, Thais al Teatro Megaron di Atene con A. Bernard, La donna del lago al Garnier Theatre di Parigi con L. Pasqual, Boris Godunov al Teatro Regio di Torino con A. Konchalovsky. Ha allestito inoltre: Senso una nuova opera lirica scritta per i 150 anni dall’Unità d’Italia al Teatro Massimo di Palermo; Tosca e Der fliegende Hollnder all’Opera di Pechino con la regia di Giancarlo Del Monaco; Medea al Syros Festival of Aegean con la regia di Theodorakis; La bella addormentata balletto che inaugura la riapertura del teatro Bolshoi di Mosca chiuso da più di vent’anni; Il burbero di buon cuore al Teatro Liceu di Barcellona con la regia di Irina Brook; Ballo in maschera nel 2012 all’Opera di Pechino con Hugo de Ana.
Vinicio Cheli ha insegnato illuminotecnica alla Nuova Accademia di Belle Arti Milano e alla Scuola Professionale della Scala.

BARBARA BARGNESI Soprano
Estremamente versatile, la giovane soprano genovese si afferma ben presto nel panorama della lirica italiana interpretando con successo Carolina ne Il Matrimonio Segreto diretta da F. Pasqualetti, Oscar in Un Ballo in Maschera diretta da R. Palumbo e Despina in Così fan tutte al Teatro Regio di Torino diretta da C. Franklin.
Degna di nota la sua Cantante Italiana nel Capriccio di R. Strauss all’Opera Garnier di Parigi con la direzione d’orchestra di P. Jordan e regia di R. Carsen.
Riscuote un personale successo il suo debutto come Gilda in Rigoletto al Teatro Carlo Felice di Genova, che si riconferma tale alla Royal Opera House di Muskat (Oman), al Festival Estivo di Massa Marittima, al Teatro Regio di Torino, dove vi ritorna per Marzelline in Fidelio.
E’ Dircea in Demofoonte di N. Jommelli a Salisburgo, Opera Garnier di Parigi e al Teatro Alighieri di Ravenna sotto la direzione di R. Muti che la dirigerà anche ne La Betulia Liberata, ruolo Cabri, al Festival di Salisburgo e al Ravenna Festival.
E’ Nannetta in Falstaff all’Opera di Berna, alla Vlaamse Opera di Anversa, al Teatro Farnese di Parma produzione del Teatro Regio di Parma, Barbarina ne Le Nozze di Figaro nel Circuito Lombardo, al PAC di Milano interpreta Bastienne in Bastien und Bastienne di W. A. Mozart.
Ritorna al Teatro Carlo Felice di Genova con il Primo Orfano in Der Rosenkavalier e Lisa ne La Sonnambula che interpreta anche al Teatro G. Verdi di Salerno dove riscuote un lusinghiero successo come Zerlina in Don Giovanni diretta da D. Oren.
Il suo debutto al Teatro alla Scala è con Giannetta ne L’Elisir d’Amore con la direzione di D. Renzetti.
Al Teatro Comunale di Bologna è Ilia in Idomeneo diretta da M. Mariotti, con repliche al Teatro Comunale di Ferrara, al Teatro Comunale di Modena, al Teatro Dante Alighieri di Ravenna, al Teatro Municipale di Reggio Emilia.
E’ Vittoria in Tutti in Maschera di C. Pedrotti, produzione dell’Opera Giocosa di Savona al Teatro Sociale di Rovigo, Amore in Orfeo ed Euridice e Servilla ne La Clemenza di Tito all’Opera Giocosa di Savona e il soprano in Amor Scioglie i Pregiudizi di F. Gnecco alla Chiesa di San Martino a Genova.
Intensa è la sua attività concertistica e la sua collaborazione con prestigiose orchestre.
Intraprende gli studi musicali al Conservatorio "N. Paganini" di Genova e successivamente frequenta l’Accademia Rossiniana, grazie alla quale interpreta il ruolo di Corinna ne Il Viaggio a Reims nell’ambito del Rossini Opera Festival di Pesaro, dove ritorna con Euridice in Adelaide di Borgogna ed Elvira ne L’Italiana in Algeri.

EMANUELE D’AGUANNO Tenore
Compie gli studi musicali presso il Conservatorio "A.Pedrollo" di Vicenza e attualmente si perfeziona con William Matteuzzi e Ramon Vargas.
Dopo essersi distinto al concorso "Toti dal Monte" di Treviso (Paolino ne Il matrimonio segreto di Cimarosa), inizia subito un’intensa attività che lo porta rapidamente ad esibirsi in molti prestigiosi teatri in Italia ed all’estero.
Ha debuttato in opere di Purcell (Enea nel Dido and Aeneas), Paisiello (Almaviva nel Barbiere di Siviglia), Mozart (Contino Belfiore ne La finta giardiniera, Agenore ne Il re pastore, Ferrando in Così fan tutte), Cimarosa (Paolino ne Il matrimonio segreto), Rossini (Almaviva ne Il barbiere di Siviglia, Ramiro ne La Cenerentola), Donizetti (Nemorino ne L’elisir d’amore, Ernesto nel Don Pasquale), Britten (Lysander in A midsummer night’s dream), Wagner (Pastore e Marinaio nel Tristan und Isolde).
Nel 2004 è finalista per il ruolo di Nemorino ne L’elisir d’amore, al 55 Concorso As.Li.Co. L’anno successivo debutta al 31 Festival della Valle D’Itria di Martina Franca ne Lo sposo di tre e marito di nessuno (Don Martino) di Cherubini diretto da Dimitri Jurowskj. Successivamente è allo Stadttheater di Klagenfurt dove canta Arturo in Lucia di Lammermoor di Donizetti. L’anno successivo canta Edmondo nella Manon Lescaut di Puccini al Regio di Torino con la regia di Jean Reno, ed in febbraio è Filipeto nei Quatro rusteghi di Wolf-Ferrari alla Fenice di Venezia.
Al Teatro municipale di Piacenza, nell’ottobre 2006 è stato Ferrando nel Così fan tutte di Mozart con la Fondazione Toscanini di Parma, ed allo Stadttheater di Klagenfurt interpreta Nemorino ne L’elisir d’amore.
Ritorna al Gran Teatro La Fenice ne La vedova scaltra di Wolf-Ferrari, e a maggio 2007 debutta al Bunka Kaikan di Tokyo nel ruolo del Duca di Mantova in Rigoletto. Riprende poi i ruoli di Ferrando in Così fan tutte e Fenton in Falstaff nei teatri di Pavia, Como, Brescia e Cremona per due stagioni consecutive.
Debutta infine a Francoforte nel ruolo del Cavalier Belfiore nel Viaggio a Reims di Rossini.
Tra gli impegni più importanti delle ultime stagioni ricordiamo: Nemorino ne L’elisir d’amore diretto da Campanella e Die Frau ohne schatten diretto da Mehta al Comunale di Firenze, L’elisir d’amore al Bunka Kaikan di Tokyo, Lucrezia Borgia con la regia di Christoph Loy, Der Rosenkavalier (Tenore italiano), Turandot (Pong) diretto da Zubin Mehta, Così fan tutte (Ferrando) a Monaco di Baviera, Il mondo alla rovescia di Salieri al Filarmonico di Verona, Otello (Cassio) di Verdi alla Canadian Opera di Toronto, Piramo e Tisbe di Hasse con Europa Galante diretta da Fabio Biondi al Festival di Pentecoste di Salisburgo e a Montpellier, Don Pasquale (Ernesto) all’Olimpico di Vicenza e Don Giovanni (Don Ottavio) a Glyndebourne, la prima mondiale di Senso di Tutino con la regia di Hugo De Ana al Massimo di Palermo, Manon Lescaut all’Opéra de Montpellier, Il ritorno di Ulisse in patria al Teatro alla Scala di Milano ed al Theater an der Wien, Medea in Corinto (Egeo) di Mayr diretto da Ivor Bolton alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, Il matrimonio segreto (Paolino) al Regio di Torino.
Tra i suoi prossimi impegni: Macbeth, Turandot, Lucrezia Borgia e Lucia di Lammermoor alla Bayerische Strastoper di Monaco di Baviera, La Traviata al Festival di Glyndebourne, Lucia di Lammermoor al Metropolitan di New York.

TERESA IERVOLINO Mezzosoprano
Nasce a Bracciano (Rm) il 14 Maggio 1989 e già da bambina dimostra un certo interesse per la musica e all’età di 8 anni inizia a studiare pianoforte, conseguendone il compimento inferiore.
Successivamente attratta dall’opera decide di dedicarsi al canto lirico, continuando parallelamente lo studio del pianoforte e affiancando quello di composizione.
Nel 2007 viene ammessa al Conservatorio "D.Cimarosa" di Avellino dove consegue nel 2011 il diploma di canto con il massimo dei voti e lode e successivamente si perfeziona con una serie di masterclasses tenute da Marco Berti, Domenico Colajanni, Alfonso Antoniozzi, Daniela Barcellona, Bernadette Manca Di Nissa, Bruno Nicoli e Stefano Giannini.
Inizia già nel 2008 ad esibirsi in una serie di concerti lirico-sinfonici nel territorio campano. Nel Novembre 2011 si esibisce in qualità di mezzosoprano nel concerto-conferenza a cura di Vincenzo Ramon Bisogni tenutosi al Piccolo teatro a Firenze in collaborazione con il Foyer e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Nel 2010 è vincitrice del terzo premio al concorso lirico internazionale "Città di Ravello". Nel 2012 è vincitrice del 63 concorso per giovani cantanti lirici d’Europa 2012 ASLICO, e in seguito alla vittoria dell’ASLICO si esibisce in vari spettacoli del Circuito Lombardo.
Nel 2012 è vincitrice del Primo Premio al Concorso lirico Internazionale "Città di Bologna" e dei Premi speciali "Gigliola Frazzoni" e "Anselmo Colzani". In occasione del Concorso "Città di Bologna" segue, inoltre, un corso tenuto dal Soprano Cinzia Forte e dal regista Francesco Micheli.
Successivamente è vincitrice del Primo Premio al Concorso lirico Internazionale Salicedoro 2012, e al Concorso lirico Internazionale "Maria Caniglia" 2012, e vince l’As.Li.Co. 2013 per il ruolo di Tancredi.
Fa il suo debutto al Teatro Filarmonico di Verona a Maggio 2012 con Pulcinella di Stravinskj al quale seguono quelli di Maddalena nel Rigoletto a Chieti e di Isabella ne L’Italiana in Algeri a Como e Ravenna.
Tra i suoi impegni futuri Miss Bagott ne Il piccolo spazzacamino a Torino, il ruolo protagonista in Tancredi nei Teatri del Circuito Lombardo e Clarice ne La pietra del paragone al Thétre du Chtelet a Parigi.

OMAR MONTANARI Baritono
Nato a Riccione, si diploma in canto lirico al Conservatorio Rossini di Pesaro sotto la guida della Prof.ssa L. Macnez, perfezionandosi successivamente con: M. Melani, L. Gorla, W. Matteuzzi, M. Aspinall, A. Zedda, R. Kabaivanska e R. Bruson.
Vincitore del 59 Concorso Europeo "A. Belli" di Spoleto, nel 2000 debutta come Aeneas in Dido and Aeneas di Purcell all’Auditorium Pedrotti di Pesaro.
Da allora ha cantato in: Gianni Schicchi di Puccini a Cagli; Il Matrimonio Segreto (Geronimo e Robinson) di Cimarosa all’Arriaga di Bilbao ed a Dordrecht, dove interpreta anche Il Barbiere di Siviglia (Bartolo) di Rossini; Il Viaggio a Reims (Trombonok) al ROF di Pesaro. A questi primi impegni seguono immediatamente: Le Cantatrici Villane (Don Marco) di Fioravanti a Lecce; Le Nozze di Figaro (Figaro) di Mozart a Spoleto e Tokyo; La Prova di un’Opera Seria (Poeta Pasticci) di Gnecco a Kyoto; Bohème (Schaunard) di Puccini, La Dirindina (Don Carissimo) di Scarlatti, e Pimpinone (ruolo titolo) di Albinoni e L’Italiana in Algeri (Haly) di Rossini a Spoleto; Arrighetto (Conte Ludovico) di Coccia al ROF di Pesaro ed a Novara; Una partita a scacchi (Renato) di Abbà Cornaglia ad Alessandria; Satyricon (Eumolpo) di Maderna a Roma ed a L’Aquila; Don Giovanni (Leporello) di Mozart a Bilbao; Don Pasquale (Malatesta) al Teatro della Fortuna di Fano; Elisir d’Amore (Dulcamara) a Como; Barbiere di Siviglia (Don Bartolo) di Rossini a Tokyo, Messina e Doha; Così fan tutte (Don Alfonso) di Mozart a Brescia, Cremona, Como e Pavia.
E’ stato diretto, tra gli altri, da: Giuliano Carella, Leopold Hager, Pietro Rizzo, Marcello Rota, Marcello Panni, Diego Fasolis, Carlo Palleschi, ed ha collaborato con registi come: Dario Fo, Beppe de Tommasi, Ezio Toffolutti, Emilio Sagi, Giovanni Scandella, Giorgio Pressburger, Rosetta Cucchi, Ronerto Recchia, Massimo Ranieri.
Tra i suoi impegni più recenti: La Cenerentola (Dandini) a Spoleto, Tokyo, Osaka, Hamamatsu, Nagoya, per la Fondazione Tercas con la regia di Massimo Ranieri ad Atri, Fermo ed Ortona; Il Viaggio a Reims (Don Alvaro) di Rossini a Piacenza e (Trombonok) a Trento con la Fondazione Toscanini e la regia di Rosetta Cucchi; Il Matrimonio Segreto (Geronimo) di Cimarosa ad Istanbul, Ankara, Izmir ed a Spoleto; La Cecchina ossia la buona figliola a Sassari, Werther (Johann) al Regio di Parma diretto da Michel Plasson, Italiana in Algeri (Haly) al Regio di Torino, Matrimonio segreto (Conte Robinson) a Spoleto, Cenerentola (Don Magnifico) nel circuito AsLiCo ed al Municipale di Piacenza, I due Figaro (Plagio) diretto da Riccardo Muti al Festival di Salisburgo, al Ravenna Festival ed al Colon di Buenos Aires, L’inganno felice (Tarabotto), L’occasione fa il ladro (Parmenione), La cambiale di matrimonio (Tobia Mill), Il barbiere di Siviglia (Bartolo) al Teatro La Fenice di Venezia e nel circuito AsLiCo, I due Figaro (Plagio) diretto dal M Muti al Real di Madrid, La gazza ladra (Fabrizio) a Verona, Cleopatre di Massenet al Festival di Salisburgo.
Tra i suoi prossimi impegni: Il Barbiere di Siviglia (Bartolo), La scala di seta (Germano), L’inganno felice (Tarabotto) alla Fenice di Venezia, Così fan tutte (Don Alfonso) a Sassari, L’elisir d’amore (Dulcamara) alla Fenice di Venezia ed al Teatro dell’Opera di Roma.

VALENTINA FARCAS Soprano
Nata in Romania, dopo il diploma in pianoforte alla Musikakademie di Bukarest ha intrapreso lo studio del canto alla Folkwang Hochschule di Essen diplomandosi con lode. Vincitrice di diversi concorsi internazionali, tra cui "Neue Stimmen" patrocinato dalla Bertelsmann, ha iniziato la sua carriera alla Komische Oper Berlin, dove ha formato il suo repertorio ripreso poi sulle scene internazionali quale libera professionista.
Nel 2006 debutta con enorme successo ai Salzburger Festspielen come Blonde in Die Entfhrung aus dem Serail, produzione pubblicata in DVD dalla DECCA.
Ha lavorato con importanti direttori quali: Jeffrey Tate, Bertrand de Billy, Gerd Albrecht, Bruno Bartoletti, Kiril Petrenko, Thomas Hengelbrock, Ivor Bolton e Riccardo Muti.
Tra le sue performances più importanti sono da ricordare:
Gilda / Rigoletto a Berlino, al Savonlinna Festival in Finlandia, al Teatro Massimo di Palermo e alla Deutsche Oper di Dsseldorf, Adele ad Amsterdam, Raffaele / Il ritorno di Tobia di Haydn all’Accademia Santa Cecilia di Roma, Susanna / Le Nozze di Figaro in Florida e, nel 2011, in una nuova produzione a Lyon, Blonde a Napoli e al Mozart Festival de La Corua, Pamina / Die Zauberflte a Genova, a Santiago del Cile e a Oviedo, Liù / Turandot a a Parma, Giulietta / Capuleti e Montecchi a Ravenna, Cremona e Brescia (pubblicato in DVD), Donna Farinella / Il pasticcio ovvero L’ape musicale di Mozart al Theater an der Wien per la direzione di Bertrand de Billy, Solveig / Peer Gynt di Grieg a Trieste, versione scenica diretta da Gerd Albrecht, Die Freunde von Salamanka di Schubert a Bologna, Adina / L’elisir d’Amore ad Amsterdam, Musetta / La Bohème a Parma diretta da Bruno Bartoletti e a Dallas.
Ha cantato inoltre di Ravel Prinzessin e Nachtigall / L’enfant et les ortileges, concertante, alla RAI di Torino diretta da Jeffrey Tate, Zerbinetta / Ariadne auf Naxos a Bilbao, Jenny / Aufstieg und Fall der Stadt Mahagony nel 2010 a Tolosa, Woglinde / Die Walkre a Bari, Asteria / Telemaco di Gluck al Theater an der Wien, Lucia di Lammermoor alla Palm Beach Opera, Le Rossignol a Cagliari.
Progetti futuri comprendono Sophie / Der Rosenkavalier a Dresda per la direzione di Christian Tielemann, una nuova produzione di Die Lustigen Weiber von Windsor a Losanna e Carmina Burana con la Toronto Symphony Orchestra.
Il repertorio concertistico di Valentina Farcas comprende l’Oratorio di Natale, le Passioni e il Magnificat di Bach, la Creazione di Haydn, il Messia di Haendel e la Missa Solemnis di Beethoven, Lobgesang di Mendelssohn (cantato nel 2012 con l’Orchestra Sinfonica della Rai per la direzione di Christopher Hogwood). E di Mozart il Requiem, Exultate jubilate, Vespere Solemnis de Confessore, cantato al Maggio Musicale Fiorentino per la direzione di Riccardo Muti e la Messa in do minore pubblicata in CD da Brilliant Classic.
Nel 2011 ha cantato al Musikverein di Vienna Midsummer Night’s Dream di Mendelssohn per la direzione di Fabio Luisi; nel 2012 ai Salzburger Festspielen Die Gerechtigkeit in Die Schuldigkeit des ersten Gebots di Mozart diretta da Ivor Bolton.

DAVIDE LUCIANO Baritono
Nato a Benevento in una famiglia di musicisti inizia a 8 anni lo studio del pianoforte che affiancherà poi a quello del basso, delle percussioni e della chitarra.
All’età di 19 anni, spronato dal padre, inizia a studiare canto lirico sotto la guida del Maestro Gioacchino Zarrelli, uno dei più fedeli allievi del grande Rodolfo Celletti e segue parallelamente masterclasses con Marco Berti, Alfonso Antoniozzi, Stefano.
Giannini, Tiziana Fabbricini, Daniela Barcellona e Domenico Colaianni.
Nel 2012, a 24 anni, partecipa al suo primo concorso, As.Li.Co, vincendo nella sezione Esordienti e debuttando con loro nel marzo successivo come Papageno ne Il flauto magico versione Opera domani.
In luglio, dopo aver partecipato come allievo effettivo all’Accademia Rossiniana di Pesaro diretta dal Maestro Alberto Zedda, viene scelto per interpretare Don Profondo ne Il viaggio a Reims nell’ambito del Rossini Opera Festival.
A settembre vince la terza edizione del Premio internazionale di canto lirico Santa Chiara a Napoli ottenendo il Primo Premio e il Premio Giuria Popolare.
In Novembre ha preso parte alla produzione de L’Italiana in Algeri del Circuito Lirico Lombardo che lo vedrà esibirsi, alternandosi nei ruoli di Haly e Taddeo, nei Teatri di Pavia, Brescia, Cremona, Como, Novara e Ravenna.
Tra i suoi prossimi impegni il ritorno al Festival Rossini di Pesaro con il ruolo di Haly ne L’italiana in Algeri, Leporello nel Don Giovanni al Teatro Municipal di Sao Paulo, Pacuvio nella Pietra del Paragone al Theatre Chatelet di Parigi e Leporello nel Don Giovanni alla Norske Opera di Oslo.
Nelle Stagioni 2013/14 e 2014/15 farà parte dell’Ensemble della Deutsche Oper di Berlino.
Attualmente prosegue i suoi studi col Maestro Gioacchino Zarrelli.
Credits Christian Schneide
OPERA
Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi
29 GIUGNO 20:30
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30 GIUGNO 16:30
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BIGLIETTI
platea e palchi platea € 90,00
palchi I e II ordine € 70,00
loggione € 30,00


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