NEWS CORRADO AUGIAS A SPOLETO 60 CON L'ETERNO INCANTO DI VENERE

Domenica 16 luglio alle 16.00 il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti ospita lo spettacolo "L'Eterno incanto di Venere. Da Prassitele a Modigliani" di Corrado Augias.
13/07/2017
CORRADO AUGIAS
A SPOLETO 60 CON
L'ETERNO INCANTO DI VENERE
Domenica 16 luglio il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti ospita lo spettacolo L’Eterno incanto di Venere. Da Prassitele a Modigliani di Corrado Augias.

Le immagini del nudo - femminile in particolare - sono uno spettacolo ormai consueto. Pochi si interrogano su come si sia arrivati a questa consuetudine ormai di una frequenza tale da avere logorato il valore dirompente che ha invece avuto in passato. Ci si può chiedere come si sia arrivati a un tale risultato. 
Lo spettacolo risponde alla possibile domanda ripercorrendo le diverse tappe che hanno portato alla situazione attuale comprese le cause sociali, di costume, in qualche caso politiche, che hanno accompagnato il percorso.
Con una premessa: il bisogno di mostrare la nudità c’è sempre stato per molte e diverse ragioni sessuali, simboliche, mitiche. Lo dimostrano in primo luogo la statuaria arcaica, poi le grandi statue e gli affreschi del periodo greco-romano. Erano nudi che rappresentavano la nudità in sé e per sé ma anche la nudità intesa come simbolo di qualcos’altro, per esempio una divinità come Venere. Veneri infatti si sono chiamate queste figure anche se con la famosa dea dell’amore spesso non avevano niente a che fare. 
Molto lentamente, con l’andare dei secoli, la nudità s’è affrancata dai pretesti della sua rappresentazione: mitici, storici o biblici che fossero. 
Dalla seconda metà del XVIII secolo un corpo nudo ha cominciato ad essere mostrato per ciò che è fino allo scandalo provocato dal famoso quadro (oggi esposto al parigino Musée d’Orsay) dal titolo: l’origine du monde.
L’occasione d’attualità da cui partire è il centenario (1917) dell’unica mostra personale avuta in vita da Modigliani, dedicata appunto a quadri diventati (in seguito) famosi.