VICTIMS
NESSUNO torna ad Itaca "Si non se noverit"

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SCHEDA

regia Giorgio Flamini
di e con i detenuti attori, cantanti, danzatori, drammaturghi, scenografi, costumisti e Nessuno della compagnia #SIneNOmine 
con Beatrice Leonardi, Diletta Masetti, Sara Ragni, Miriam Nori, Loretta Bonamente, Antonietta De Santis, Elisa Cappelli,  Simona Sclippa
direttore del coro Francesco Corrias
Coro Ad Cantus Ensemble Vocale
soprani Paola Andreani, Sabrina Bartoloni, Maddalena D’Amico, Maria Chiara D’Oronzo, Maria Beatrice Goretti, Barbara Palcani, Rita Pallucca, Silvia Panetta, Stella Visciola 
contralti Alessandra Angelini, Serenella Fanelli, Lorita Felicetti, Franca Menichelli, Lucia Napoli, Marta Perugini, Valentina Ranucci, Tiziana Santoni, Patricia Veronica Verdejo
tenori Sergio Fancelli, Andrea Franchini, Gianni Martina, Giuseppe Pippi, Paolo Scipio, Vittorio Zanon
bassi Paolo Maria Bartolini, Feliciano Nalli, Alessandro Pedrazzi, Marco Pimpinicchi 
danzatrice di flamenco Lorena Salis 
danzatrici Margherita Costantini,  Giulia Melchiorri,  Maria Serena Perna, Chiara Veronesi
coreografie Laura Bassetta, Mariolina Maconio
musiche Claudio Monteverdi  Fabrizio De Rossi Re, Francesco Corrias
scene Giorgio Flamini, Mariapaola Buono, Martina Paliani, Michele Zualdi
realizzazione delle scene laboratorio di scenografia del liceo artistico ristretto falegnameria e officine del carcere   
costumi e trucco Pina Segoni 
gioielli Miriam Nori
testi e adattamento di #SIneNOmine e di Omero Ulisse, Ovidio Le metamorfosi, Oscar Wilde Salomè, Ballata del carcere di Reading, Samuel Beckett Finale di Partita, James Joyce Ulysses, Albert Camus Caligola, Riflessioni Sulla pena di morte, Jean Genet Sorveglianza Speciale, Diario di un ladro, Jean Paul Sartre Santo Genet, Porta Chiusa, Mattia Esposito Nascere in carcere 
adattamento testi in lingua docenti di lingua inglese e detenuti stranieri
fotografi #SIneNOmine Vincenzo Porfilio,  Kim Mariani, Irina Mattioli, Pasquale Palmieri
trailer e riprese #SIneNOmine e Videomaker di Giovanni Barchi
service Alberto Iacarella e tecnici della Polizia Penitenziaria 
sponsor di servizio Angela Spose, Miriam Nori, ItalPoltrone, Publi 2M
scenotecnica e opere in ferro realizzate dai detenuti della Mof con gli agenti responsabili
spettacolo sostenuto da
Casa di Reclusione di Maiano di Spoleto,
IIS Sansi Leonardi Volta,
Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini
Antigone Umbria Onlus
lo spettacolo è stato sviluppato durante il PON inclusione è tra le attività del Convegno/seminario di aggiornamento/formazione, "La Giornata nazionale de il Mondo che non c’è-Territori di riflessione" organizzato dal CESP centro studi per la Scuola Pubblica del 6/7/8 luglio 
Une cage une piège où se déroule une siège: una gabbia, una trappola dove si svolge un assedio.
Questo lo scenario di Victims NESSUNO torna ad Itaca "Si non se noverit".
Uno spazio scenico ridotto all’essenziale: una cella che sprofonda nel terreno posta al centro della platea, circondata dal pubblico, rigorosamente diviso in settori di sorveglianza, a sua volta circondato da cancelli. 
In apparenza più un ring che una cella, ad ospitare l’agone, la contesa di corpi, di sguardi, di parole. Una gabbia destinata a inabissarsi.
Attori e Attori-detenuti chiamati a confrontarsi con Personaggi la cui identità di condizione con l’Attore (più personaggi sono, a loro volta, detenuti) illumina la massima distanza sul piano dell’esperienza personale, mettendo a dura prova la capacità attoriale.
Testi asciutti fino alla non-rappresentabilità, la cui esiguità sul piano degli accadimenti rappresentati demanda la propria attrattività alla fisicità degli interpreti, alla loro capacità di tenuta dello sguardo e dello spazio scenico.
Un assedio in una trappola, si diceva, un assedio a cerchi concentrici: di Maurice a Yeux Verts, il perno di un gioco a tre (o a quattro, se si considera il non secondario ruolo della guardia) giocato sulla seduzione e la sottomissione; l’assedio di Lefranc a Maurice per arrivare a Yeux Verts, per impossessarsi, attraverso un omicidio compiuto a freddo da intellettuale della capacità di crimine vissuta con forza primigenia; ma, alla fine, nonostante il doppio sacrificio che Lefranc celebra (di Maurice, ma anche della propria imminente libertà) la messa in scena di una disfatta: quella dello sguardo intellettuale fascinato dalla detenzione, respinto e allontanato da chi il crimine l’ha vissuto come accadimento e ora lo respinge con orrore rievocandolo "come un treno che mi è passato sopra".
Roberta Galassi

Lo spettacolo NESSUNO torna ad Itaca "Si non se noverit!", annunciato lo scorso Festival in continuità con NESSUNO analizza le condizioni di origine famigliare e sociale dei reclusi, i motivi e gli sviluppi delle devianze, gli ambienti della propria crescita, la relazione con le vittime dei reati commessi. 
La drammaturgia è basata su una tessitura di testi che trattano: la condizione carceraria, la pena, la pena di morte, il carnefice e le vittime, su  adattamento e testi  composti dagli stessi interpreti. 
Come ampiamente dimostrato gli interventi scolastici, culturali e teatrali hanno elevato il livello di consapevolezza intorno alla necessità di questi strumenti nella gestione dell’esecuzione penale, l’attività teatrale è considerata oggi fondamentale nel potenziamento della formazione culturale e della crescita personale.
La dirigenza scolastica dell’IIS Sansi Leonardi Volta e i docenti, favoriti dall’indirizzo di studio, hanno investito risorse umane ed economiche, congiuntamente all’amministrazione Penitenziaria di Maiano, alla  Polizia Penitenziaria, all’Ufficio di Sorveglianza e ai tanti professionisti del teatro che, generosamente, per sei anni di attività teatrale aperta al pubblico esterno, hanno contribuito a rendere gli spettacoli di Maiano un appuntamento al Festival dei Due Mondi. 
Personalmente ritengo la preparazione dello spettacolo come la parte più importante del processo creativo e compositivo, più dell’esibizione, è l’ambito dove si sviluppano la necessità dei ristretti  di comunicarsi, l’esigenza di emozionarsi, di crescita e di affermazione del sè.
"L’intero è molto più della somma delle parti", il percorso che porta allo spettacolo è dunque parte fondamentale per il percorso personale e di gruppo nell’ambiente detentivo.
"Con il teatro", ha detto un detenuto dopo lo spettacolo, "puoi essere tutto, dietro le sbarre non sei niente, un rifiuto umano... ma in teatro puoi interpretare chiunque, in teatro rivivo", l’attività teatrale restituisce identità, personalità, pensiero, il palcoscenico è il transito è il nodo di scambio tra dentro e fuori tra persona libera e detenuto, dove lo spettatore si immerge nello spazio detentivo e si confronta con il condannato.
Giorgio Flamini

INFORMAZIONI

Spettacolo fruibile esclusivamente da un pubblico maggiorenne
Visto il particolare contesto, le necessarie operazioni di controllo, si prega di fare tempestiva richiesta comunicando i propri dati anagrafici (data e luogo di nascita), numero di telefono, entro e non oltre lunedì 2 luglio all’indirizzo email: ufficiostampafestival.cr.spoleto@giustizia.it  
Per info:
Casa di reclusione Maiano 10 Spoleto tel. 0743 263217 ore ufficio
IIS Sansi Leonardi Volta piazza Carducci, 1 Spoleto tel. 0743 223505 ore ufficio 
 
IMPORTANTE:
Entro la data programmata accertarsi di aver ottenuto l’autorizzazione per poter accedere allo spettacolo. Se si appartiene ad Enti o ad Istituzioni pubbliche, associazioni che operano nel settore scolastico, universitario, sociale e penitenziario si consiglia di specificarlo nella richiesta.
06 Luglio
20:45
Casa di Reclusione di Maiano di Spoleto
ingresso gratuito
con raccolta fondi a sostegno della compagnia #SIneNOmine
07 Luglio
20:45
Casa di Reclusione di Maiano di Spoleto
ingresso gratuito
con raccolta fondi a sostegno della compagnia #SIneNOmine