PROSERPINE

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SCHEDA

OPERA LIRICA IN DUE ATTI

tratta dal dramma
Proserpine di Mary Shelley
editore Casa Ricordi srl

musica Silvia Colasanti
adattamento René de Ceccatty, Giorgio Ferrara

direttore Pierre-André Valade

regia Giorgio Ferrara
scene Sandro Chia
costumi Vincent Darré
luci Fiammetta Baldiserri

Ceres Sharon Carty 
Proserpine Dísella Lárusdóttir 
Ino Anna Patalong 
Eunoe Silvia Regazzo
Iris Gaia Petrone
Arethusa Katarzyna Otczyk 
Ascalaphus Lorenzo Grante

Shades of Hell Caterina Bonanni, Eugenia Faustini, Giulia Gallone, Cecilia Guzzardi, Elisabetta Misasi, Eleonora Pace attori diplomati dell´Accademia d´Arte Drammatica "Silvio d´Amico" di Roma 

Orchestra Giovanile Italiana 

produzione Spoleto62 Festival dei 2Mondi

aiuto regista Patrizia Frini
direttore allestimenti scenici Ottorino Neri
coordinamento produzione Davide Ienco
direttore di scena Fabrizio Pisaneschi
assistente ai costumi Marta Rinaldi
maestro collaboratore di sala Daniela Pellegrino
maestri di palcoscenico Edina Bak, Meri Piersanti
maestro alle luci Carmine Diodoro

responsabile settore macchinisti Paolo Zappelli
capo macchinisti Massimiliano Marotta
macchinisti Leonardo Bellini, Fabio Pibiri 
operatore console luci moving light Roberto Gelmetti
capo elettricista Simone De Angelis
elettricisti Davide Baldoni, Marco Mosca
responsabile impianti luci Graziano Albertella per Spanensemble
fonico Andrea Bisaccioni per Opera26 Group
capo attrezzista Patrizia Valentini
attrezzista Marta Tazza
sarte Marian Osman Mohamed, Serenella Orti, Francesca Persichini, Giuliana Rossi
elementi scenografici Mekane srl Roma, Laboratorio di Scenotecnica e Pittura del Festival dei Due Mondi di Spoleto
attrezzeria E.Rancati srl
responsabile scenografia del Festival Claudio Balducci
servizio audio Opera26 Group
luci Luce è - Firenze 
sopratitoli Prescott
strutture e servizi per spettacolo Atmo Divisione Gioform srl
pianoforti Angelo Fabbrini  
accordatore Luigi Fusco
trasporti S.I.C.A.F. Spoleto
computer regolazione luci E.T.C. Italia www.etcconnect.com 
Proserpine è un poema drammatico di Mary Shelley, scritto con la collaborazione di Percy Shelley. Si tratta di una sorta di “tragedia pastorale”, con al centro i personaggi mitologici di Proserpina e di sua madre Cerere. Si racconta del rapimento di Proserpina compiuto da Plutone e dell’intervento di Giove, padre di Proserpina, che impone a Plutone di lasciarla tornare sulla terra in primavera e in estate, e di giacere con il suo sposo infernale in autunno e in inverno. Il mito era appunto destinato a chiarire l’alternanza delle stagioni. Mary Shelley usa questo mito per sviluppare il suo pensiero sull’ambiguità dei sentimenti (in particolare quello materno e quello filiale) e dell’ambivalenza dell’essere umano: l’ha scritto subito dopo Frankenstein. Come tante donne dopo di lei, ha sfruttato il mito di Proserpina (o Perserfone o Corè) per parlare anche del rapporto madre-figlia, tema per lei ossessivo. Mary Shelley era la figlia di Mary Wolstonecraft considerata la prima “femminista” inglese, morta quando Mary Shelley aveva solo undici giorni. La scrittrice perciò non conobbe sua madre e il suo stesso rapporto con la maternità fu molto tormentato: perse i primi tre figli avuti da Percy (una femmina e due maschi), mentre solo il quarto sopravvisse. Proserpine è dunque ricco di ricordi inconsci e autobiografici trasfigurati dal mito reinterpretato. Abbiamo adattato e ridotto il poema, per renderlo più efficace drammaturgicamente, ma senza nulla aggiungere all’originale. Abbiamo eliminato i numerosi riferimenti ad altri miti che non intervengono direttamente nella storia, ma abbiamo conservato i personaggi indicati dall’autore: oltre a Proserpina e Cerere, le due ninfe Ino e Eunoe, Aretusa naiade di una Fonte, la messaggera degli dei Iris, e il demone Ascalafo. 
L’azione si svolge in due atti. Durante il primo, in primavera, Cerere affida la figlia Proserpina alla sorveglianza delle ninfe Ino e Eunoe e si raccomanda di non lasciarla mai da sola. Potrebbe essere rapita dalle divinità infernali. Lei, Cerere, deve salire all’Olimpo per servire il banchetto degli dei. Ma le ninfe sono poco attente e Proserpina viene rapita. Quando Cerere ritorna sulla terra non trova Proserpina e si dispera. Nel secondo atto, tutti sono sconvolti dalla sparizione di Proserpina. La tristezza di Cerere, divinità materna della terra e della fertilità, fa scoppiare la carestia e la terra si fa nuda, spoglia, sterile. I fiori appassiscono, le foglie muoiono. Arriva Iris che annuncia il ritorno di Proserpina, e riferisce il verdetto di Giove. Proserpina ha mangiato semi di melograno, frutto proibito, e non le è permesso di passare l’intero anno sulla terra. Riappare quindi Proserpina che si ricongiunge con sua madre. Ascalafo il demone tenta di riportarla negli Inferi, ma invano.  L’alternanza delle stagioni e della presenza/assenza accanto alla madre divengono così una vera fonte di felicità, perché rappresentano il modo migliore di apprezzare più intensamente ogni momento di gioia e di piacere.
 
L’insieme è una rievocazione poetica del mito tramite le voci delle ninfe, del demone, delle divinità e delle protagoniste. Il mito di Proserpina ha ispirato molte versioni poetiche, dopo Mary Shelley: citiamo Oscar Wilde, Edith Wharton, Hilda Doolittle, André Gide, Margaret Atwood, Toni Morisson. Lully ne trasse un’opera lirica e Stravinsky un balletto, ispirato al dramma di André Gide.
L’originalità, però, del testo di Mary Shelley, consiste nel suo tono malinconico, di rassegnazione positiva, rispetto al rapimento infernale. Mary Shelley, infatti, ha avuto una vita tragica, fatta di fughe, di morti, di lutti, ma anche di fede nella forza poetica e nelle visioni della sua immaginazione fantastica. Dopo la morte drammatica di Percy Shelley in un naufragio, si dedicò interamente alla letteratura e a mantenere viva la memoria del suo geniale marito. 
 
Da quasi tutti è ricordata, soprattutto, come l’autrice di Frankenstein. Ci è parso doveroso rievocare la sua splendida Proserpine che è parte importante della sua corposa opera letteraria. Abbiamo concepito questo adattamento del poema della Shelley per la compositrice Silvia Colasanti. Dopo il nostro Minotauro, tratto da Dürrenmatt, l’opera fa parte di un progetto per una trilogia di rivisitazione dei miti antichi come approccio dell’inconscio e dei rapporti umani, in modo relativamente astratto, con la musica aerea, espressiva e neoclassica della Colasanti, con ritmi insoliti e una ricchissima tavolozza di colori musicali. 
 
René de Ceccatty, Giorgio Ferrara 

INFORMAZIONI

spettacolo in lingua originale con sopratitoli
durante la serata inaugurale saranno effettuate delle riprese video da RAI
28 Giugno
19:30
Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
BIGLIETTI
ACQUISTA
prima venerdì 28 giugno
platea I settore €160,00
platea II settore €130,00
palchi platea e I ordine centrali €110,00
palchi platea e I ordine laterali €90,00
palchi II e III ordine centrali €90,00
palchi II e III ordine laterali €70,00
loggione €50,00

replica domenica 30 giugno
platea I settore €90,00
platea II settore €75,00
palchi platea e I ordine centrali €65,00
palchi platea e I ordine laterali €50,00
palchi II e III ordine centrali €50,00
palchi II e III ordine laterali €40,00
loggione €25,00
30 Giugno
16:00
Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti
BIGLIETTI
ACQUISTA
prima venerdì 28 giugno
platea I settore €160,00
platea II settore €130,00
palchi platea e I ordine centrali €110,00
palchi platea e I ordine laterali €90,00
palchi II e III ordine centrali €90,00
palchi II e III ordine laterali €70,00
loggione €50,00

replica domenica 30 giugno
platea I settore €90,00
platea II settore €75,00
palchi platea e I ordine centrali €65,00
palchi platea e I ordine laterali €50,00
palchi II e III ordine centrali €50,00
palchi II e III ordine laterali €40,00
loggione €25,00

BIOGRAFIE
GLI ARTISTI

SILVIA COLASANTI
Silvia Colasanti è presente con le proprie composizioni nelle principali istituzioni musicali internazionali. Leggi
RENÉ DE CECCATTY
Nato a Tunisi nel ‘52, vive a Parigi; ha pubblicato una ventina di romanzi (tra cui La Sentinelle du rêve, L’Or et la poussière, l’Accompagnement, Aimer, L’Hôte invisible, Un renoncement, Objet d’amour, Enfance, dernier chapitre, Mes années japonaises). Leggi
GIORGIO FERRARA
Nato a Roma, ha seguito il corso di laurea in Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza e il corso di recitazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico". Leggi
PIERRE-ANDRÉ VALADE
Pierre-André Valade è nato a Corrèze, in Francia nel 1959. Leggi
SANDRO CHIA
Sandro Chia nasce a Firenze il 20 aprile 1946. Leggi
VINCENT DARRÉ
Come i gatti, ha avuto molte vite, passando dalla moda al design di interni, e facendo delle sue case veri e propri laboratori della sua stravagante creatività. Leggi
FIAMMETTA BALDISERRI
Frequenta l’università a Bologna dove si laurea in Scienze della Terra. Leggi
SHARON CARTY
Sharon Carty debutta nel 2017/18 a Amsterdam, Colonia, Mosca e Newry nel Paulus di Mendelssohn alla Kölner Philharmonie, nel Marcantonio e Cleopatra di Hasse alla Tchaikovsky Hall di Mosca, in Orfeo ed Euridice di Gluck al Galway International Arts Festival, nel concerto “Arias for Tenducci” con l’Ensemble Marsyas al Drogheda Classical Music Festival, nella Passione secondo Matteo di Bach in tour nei Paesi Bassi e nella prima assoluta di The Second Violinist di Donnacha Denneh alla Iris National Opera dove ha anche cantato nel Messiah di Händel. Leggi
DISELLA LARUSDOTTIR
Uno dei talenti più promettenti della sua generazione, il soprano islandese Disella Làrusdòttir ottiene ben presto l’attenzione internazionale. Leggi
ANNA PATALONG
Elogiata dalla rivista Opera per la sua voce di "soprano potente e scuro", Anna Patalong ha vinto numerosi Concorsi tra cui il Concorso Francisco Vinas del Liceu e il Concorso Moniuszko a  Varsavia. Leggi
SILVIA REGAZZO
Silvia Regazzo nasce a Rovigo. Leggi
GAIA PETRONE
Si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e al Royal Conservatoire all’Aia. Leggi
KATARZYNA OTCZYK
Il mezzosoprano italo-polacco Katarzyna Otczyk si è laureata in canto lirico presso l’Università Musicale F. Leggi
LORENZO GRANTE
Nato a L´Aquila nel 1992, Lorenzo Grante ha studiato pianoforte al conservatorio A. Leggi
ORCHESTRA GIOVANILE ITALIANA
Ideata da Piero Farulli all’interno della Scuola di Musica di Fiesole, ha contributo in maniera determinante alla vita musicale del Paese con oltre mille musicisti occupati stabilmente nelle orchestre sinfoniche italiane e straniere. Leggi

FOTOGRAFIE