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Of the Nightingale I Envy the Fate
Of the Nightingale I Envy the Fate
Sinossi
Da oltre trent’anni i Motus si rivelano capaci, come poche realtà in Europa, di interpretare le urgenze e le contraddizioni del presente. Con Of the Nightingale I Envy the Fate la compagnia si confronta con l’Iliade e con il potere profetico di Cassandra, figura archetipica imprescindibile della cultura occidentale, offrendo una rilettura in chiave contemporanea. In scena, Stefania Tansini – performer di straordinaria forza scenica – si mostra al contempo vulnerabile e combattiva, interpretando la tragedia annunciata del personaggio omerico. In una performance che si fa rito e rivelazione, un corpo e una voce vittime del sistema patriarcale rivendicano la propria presenza, in una foresta sonora di grida, fischi, canti e sibili. Nel 2022 Stefania Tansini ha vinto il Premio Ubu come miglior performer under 35.
Alla sfera animale, dell’incivile, del selvatico è ricondotto il talento di profetessa di Cassandra. Nell’Orestea il corifeo paragona il suo lamento incomprensibile al canto di un usignolo: dalla risposta della “giovane inascoltata” viene il titolo di questa performance-grido, dove la battaglia di Cassandra è rievocata dal corpo-voce di Stefania Tansini nei momenti che precedono la sua ingiusta uccisione come schiava/adultera e ÎľÎνη/straniera. Un rito sciamanico dove si fondono la stereotipica fragilitĂ femminile e il suo spirito di vendetta infuocato, le funeste visioni del futuro, come la prodezza animale, l’eleganza del gesto e dello sbattere di ciglia – usignolo ibridato da piume tropicali che si rifrange in uno spazio alterato – in dialogo con una luce mobile (d’oltremondo?) che la insegue e la sfida. Anche il suo linguaggio oscilla, fluido, fra luciditĂ e mimetismi animali che lo rendono stridore ostinato e dolcissimo. Dopo il viaggio agli inferi, torna in superficie trasformata e nutrita dalle larve serpentine della terra, via i piumaggi leggeri, emerge a testa bassa pronta per continuare, perchĂ© ancora una volta, non era previsto che noi sopravvivessimo, come scrive una combattente/Cassandra come Audre Lorde.
Motus nasce a Rimini nel 1991 da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, producendo sin dalla fondazione spettacoli di grande impatto, capaci di prevedere e raccontare le contraddizioni del presente. La compagnia ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre Premi Ubu e importanti premi speciali. Liberi pensatori, i due registi portano da sempre i loro spettacoli nel mondo: da Under the Radar (New York), a TransAmériques e PuSh Festival (Canada), Santiago a Mil (Cile),Fiba Festival (Buenos Aires), Adelaide Festival e Midsumma Festival (Australia), Taipei Arts Festival (Taiwan), Hong Kong International Black Box Festival, MITsp (Brasile) e in tutta Europa.
Crediti
Programma
ideazione e regia Daniela Nicolò, Enrico Casagrande
con Stefania Tansini
ambienti sonori Demetrio Cecchitelli
suono Enrico Casagrande
luce Theo Longuemare
props e sculture sceniche _vvxxii
video Vladimir Bertozzi
grafica Federico Magli
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una produzione Motus con TPE / Festival delle Colline Torinesi
residenze artistiche ospitate da Lavanderie a vapore Torino, Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, AMAT Marche
con il supporto di MiC, Regione Emilia-Romagna
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Si avvisa che le date e gli orari potranno subire variazioni.
Per aggiornamenti consultare il sito www.festivaldispoleto.com
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