Sinossi
Peter Stein, maestro indiscusso della regia del secondo Novecento e fondatore della leggendaria SchaubĂźhne di Berlino, è protagonista di un teatro filologico, rigoroso, profondamente umano. Tedesco, classe 1937, Stein ha segnato lâimmaginario scenico con la sua capacitĂ di rileggere i classici in chiave contemporanea, mantenendone intatta la complessitĂ .
Con Platonov, Stein affronta unâopera giovanile di Anton Äechov, scritta intorno al 1880, un testo visionario, difficile, mai pienamente compiuto, ma proprio per questo carico di potenziale.
Per il regista, Platonov è la storia di un uomo dotato di talento e fascino, ma incapace di trovare un posto nel mondo. Ă amato da quattro donne, ma non riesce a scegliere. Si perde nei suoi stessi pensieri, oscilla tra desideri e paure, fino a detestarsi. Pensa al suicidio, e proprio quando trova il coraggio di vivere, una delle donne che lo ama lo uccideÂť. E ancora: ÂŤPlatonov è il primo esempio di quegli uomini âsuperfluiâ che Äechov avrebbe poi disseminato nei suoi racconti e drammi. Ă anche un testo pieno di altri personaggi bellissimi, ognuno in lotta con le proprie contraddizioni, con problemi economici, emotivi, affettivi. Ă il ritratto di un mondo che sta crollando ma che non rinuncia alla bellezzaÂť.
Quanto allâallestimento, Stein chiarisce: ÂŤper raccontare questa storia ci vogliono quindici attori, e una scenografia che riesca a restituire la complessitĂ e la ricchezza di questo universo. Ho immaginato cinque spazi diversi, che si trasformano e si rincorrono come gli stati dâanimo dei personaggi: una grande veranda dove si svolgono le prime scene di incontro; un parco notturno, che si illumina di fuochi dâartificio come unâillusione di felicitĂ ; un tratto di ferrovia con pali telegrafici, simbolo di un progresso che non salva; lâinterno di una piccola scuola di campagna, luogo di idealismo e frustrazione; e infine una stanza sontuosa con armi alle pareti, dove si consuma la tragedia.
Mettere in scena Platonov è unâimpresa piena di timori e speranze. Ma ne vale la pena. Pochi testi teatrali offrono una tale ricchezza umana, poetica, drammatica. CĚechov, anche da giovane, aveva giĂ capito tuttoÂť.
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Crediti
Programma
di Anton Äechov
regia Peter Stein
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personaggi e interpreti
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MichaĂl VassĂlevich Platònov Alessandro Averone
Anna Petròvna VòjnÏzeva Maddalena Crippa
Abram Abrà movich Venghèrovich Sergio Basile
Porfirij Seminòvich Glagòliev Gianluigi Fogacci
IvĂ n IvĂ novich Triletzkij Andrea Nicolini
Nicolaj IvĂ novich Triletzkij Francesco Santagada
Sofia Egòrovna Maria Chiara Centorami
Alexandra IvĂ novna (Sascia)Odette Piscitelli
Ăssip Alessandro Sampaoli
Maria EfĂmovna Grècova Emilia Scatigno
Isaak Abrà movich Venghèrovich Tommaso Garrè
TimofĂŠi GordĂŠievich Bugrov Davide Lorino
KirĂl PorfĂrevich Glagòliev Sebastian Gimelli Morosini
Serghej Pà vlovich Vòjnizev Giulio Petushi
traduzione e adattamento Peter Stein
scene Ferdinand Woegerbauer
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costumi Anna Maria Heinreich
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luci Mattia De Pace
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assistente regista Carlo Bellamio
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produzione Tieffe Teatro Milano, Fondazione Teatro di Roma, Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo Stabile di Palermo
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prima assoluta
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