Sinossi
In una casa isolata dal mondo, tre donne vivono da vent’anni prigioniere di un’attesa. Vanessa, abbandonata dall’amante Anatol, ha sospeso la propria vita nel ricordo, trascinando con sé la madre e la nipote Erika. L’arrivo improvviso di un uomo infrange l’equilibrio della casa e mette in moto un dramma di illusioni, desideri e rinunce. Vanessa vorrà continuare a vivere nella rete che lei stessa ha tessuto o affronterà finalmente la realtà ?
Vanessa di Samuel Barber, su libretto di Gian Carlo Menotti, inaugura la sessantanovesima edizione del Festival dei Due Mondi – la prima sotto la direzione artistica di Daniele Cipriani – in un nuovo, atteso allestimento. L’opera torna così a Spoleto, dove fu presentata in prima esecuzione italiana nel 1961, proprio nell’ambito del Festival, in traduzione italiana e per la prima volta nella versione in tre atti. Oggi rientra in cartellone nella lingua originale, l’inglese, restituendone intatta la forza e il respiro internazionale.
Sul podio la direttrice sudcoreana Sora Elisabeth Lee, alla guida della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Lirico Sperimentale. In scena, un cast vocale di prestigio internazionale con Lauren Fagan nel ruolo di Vanessa, Virginie Verrez, Lulama Taifasi, Sara Mingardo e Maurizio Muraro. La regia è firmata da Leo Muscato, le scene sono di Andrea Belli, i costumi di Margherita Baldoni, le luci di Alessandro Verazzi e i movimenti coreografici di Simona Bucci.
Opera prima di Barber e prima opera americana rappresentata al Metropolitan Opera di New York in oltre un secolo di storia, Vanessa nasce da un sodalizio artistico e umano di straordinaria intensità . Gian Carlo Menotti, già compositore affermato, non aveva mai scritto un libretto destinato a essere messo in musica da un altro autore e il progetto fu inizialmente affrontato con reciproca prudenza. «Avevamo i soliti sospetti che ottimi amici nutrono l’uno nei confronti dell’altro», ricorderà Barber. «Io mi chiedevo se lui l’avrebbe davvero fatto. Lui si chiedeva se io ne fossi davvero capace». Ciò che ne è scaturito è un’opera capace di catturare profondamente l’immaginazione del compositore: «mi sono completamente perso nella vita dei personaggi di Gian Carlo».
Il debutto al Metropolitan Opera di New York nel 1958 fu un successo unanime. La critica salutò Vanessa come «la migliore opera statunitense mai rappresentata al Met», «un contributo di primo piano al repertorio internazionale» e «la più bella e autenticamente “operistica” opera mai scritta da un americano». Nello stesso anno l’opera valse a Barber il Premio Pulitzer. Lontana dalle avanguardie del suo tempo e attraversata da una luce crepuscolare che rimanda al teatro borghese di Ibsen e Strindberg, Vanessa affronta temi universali come il tempo, l’illusione e il rifiuto della realtà . Un’opera di profonda umanità che oggi rivela intatta la sua forza e la sua sorprendente attualità .
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Crediti
Programma
opera in tre atti op. 32
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musica di Samuel Barber
libretto di Gian Carlo Menotti
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prima rappresentazione New York, Metropolitan Opera, 15 gennaio 1958
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direttrice Sora Elisabeth Lee
regia Leo Muscato
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personaggi e interpreti
Vanessa Lauren Fagan
Erika Virginie Verrez
Anatol Lulama Taifasi
La Baronessa Sara Mingardo
Il vecchio dottore Maurizio Muraro
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Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna
Coro del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto
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scene Andrea Belli
costumi Margherita Baldoni
luci Alessandro Verazzi
movimenti coreografici Simona Bucci
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produzione Festival dei Due Mondi di Spoleto
in coproduzione con Teatro Comunale di Bologna, Fondazione Teatro Petruzzelli
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nuovo allestimento
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