Ensemble Micrologus

La Musica di Dante

Chiesa di Sant'Eufemia

venerdì 09 Luglio Ore 12:00

Biglietti: posto unico numerato € 15

Ensemble Micrologus

cornamusa, flauto diritto e doppio, cennamella Goffredo Degli Esposti

viella, ribeca, buccina Gabriele Russo

liuto, chitarrino Peppe Frana

canto, arpa Katerina Ghannudi

canto Andres Montilla

canto, percussioni Enea Sorini

musiche di Guirault De Borhneil, Bertran de Born Arnault Daniel, Bernard de Ventadorn, Marcabru Folquet de Marseilla, Marchetto da Padova e di anonimi del XIII-XIV sec. dai Laudari di Cortona, Magliabechiano e dal Codice Vaticano Rossi 215

Dagli epigoni dell’Ars Antiqua ai primi passi dell’Ars Nova – quando al feudalesimo ormai al tramonto si affiancava l’ascesa dei mercanti (la borghesia) nei Comuni del Centro e nelle Signorie del Nord Italia – l’arte musicale si trasforma profondamente.
L’Ensemble Micrologus ci conduce tra le musiche del XIII secolo, quelle dei poeti lirici, i “trovatori”, che Dante ben conosce e cita, innalzandoli a suoi Maestri, accanto alla più antica produzione di canzoni e ballate.
Il concerto si apre con i suoni di antichi strumenti di corte, o di città, ad evocare l’amore spirituale cantato nelle laudi, adottato dalle confraternite cittadine, e la poetica dei trovatori, che Dante stesso racconta nel De vulgari eloquentia.
Via via si delinea l’universo sonoro della Commedia: se l’Inferno è fatto soprattutto di suoni e «voci alte e fioche», nel Purgatorio troviamo il canto, dominato dalla salmodia del canto gregoriano e nel Paradiso la musica diventa polifonica, è visione, luce e movimento angelico.
Il finale ci conduce alle Corte Scaligera, tra Verona, Padova e la sua Università, dove fu redatto il Codice Rossi 215, con le prime ballate monodiche e i madrigali polifonici.
La corte di Cangrande della Scala – mecenate che ospitò Dante durante l’esilio e dedicatario nel 1316 della cantica del Paradiso – era il luogo dove si trovavano tutte le “buone costumanze”: «qui son le tempeste d’amore e d’amare… chitarre e liuti viole e flauti, voci alt’ ed acuti qui s’odon cantare… qui boni cantori con intonatori e qui trovatori udrai concordare».