
Compagnia #SIneNOmine
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Non posso continuare continuerò
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Sinossi
La compagnia #SIneNOmine, attiva dal 2012 all’interno della Casa di Reclusione di Spoleto, presenta un nuovo spettacolo dedicato a Samuel Beckett, concepito in dialogo con il tema “Radici” che attraversa l’intera programmazione.
Il progetto intreccia alcune delle opere più emblematiche dell’autore – da Aspettando Godot a Finale di partita, da L’ultimo nastro di Krapp a L’Innominabile – in una struttura corale e immersiva interpretata dai detenuti, frutto di un laboratorio teatrale condotto nella Casa di Reclusione.
Lo spettacolo affonda le proprie radici nella storia del teatro penitenziario, che trova una figura fondativa in Rick Cluchey. Detenuto nel carcere di San Quentin, Cluchey rimase profondamente colpito da Aspettando Godot, ascoltato dalla sua cella nel 1957, riconoscendo nell’attesa beckettiana un riflesso della condizione carceraria. Da quell’esperienza nacque il San Quentin Drama Workshop, prima compagnia teatrale carceraria al mondo, e un percorso di trasformazione personale che portò Cluchey alla libertà condizionale e a una collaborazione diretta con Beckett.
In Italia, il dialogo tra teatro e carcere trova un momento chiave nel 1982, quando il Festival dei Due Mondi ospita Sorveglianza speciale di Jean Genet con la partecipazione di detenuti di Rebibbia. Da allora, il Festival ha continuato a indagare la detenzione come spazio di ricerca artistica e riflessione civile. Dal 2013 accoglie stabilmente il lavoro di #SIneNOmine, compagnia fondata dall’Associazione Teodelapio, che si distingue per un approccio radicale e sperimentale basato su una scrittura collaborativa con i detenuti.
Crediti
Programma
con i detenuti attori, musicisti, danzatori, scenotecnici e tecnici
della Compagnia #SIneNOmine diretta da Giorgio Flamini
ideazione, adattamento testi, regia
Giorgio Flamini, Sara Ragni, Pina Segoni
drammaturgia da testi di Samuel Beckett Rockaby, Happy Days, Endgame, Krapp’s Last Tape, Waiting for Godot, Not I, Ohio Impromptu
creazioni musicali digitali Anna Flamini
coreografie Laura Bassetta, Mariolina Maconio, Serena Perna, Lorena Salis
con le danzatrici di Euno
scene e costumi di Maria Paola Buono, Giorgio Flamini
montaggio e smontaggio scene detenuti e agenti di Polizia Penitenziaria Mof
elementi di scena e gadget laboratorio di Scenografia percorso di secondo livello artistico , diretti dai docenti IIS Sansi-Leonardi-Volta
creazioni musicali digitali Anna Flamini
foto di scena Vincenzo Porfilio
videomaker e registrazioni audio Giovanni Barchi
costumi e trucco #SIneNOmine
segreteria organizzativa Gessica Vagnoli
produzione Associazione Teodelapio e Casa di Reclusione di Spoleto con il contributo della Fondazione Francesca Valentina e Luigi Antonini e della Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto
si ringrazia Daniele Cipriani Direttore artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto; Bernardina Di Mario, Direttore della Casa di Reclusione di Spoleto; Pierpaolo Milanese Comandante Casa di Reclusione di Spoleto; Nicola Borrelli vicecomandante; il Dap Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria; la Casa di Reclusione; la Fondazione Festival dei Due Mondi e il Presidente Andrea Sisti, Sindaco della Città di Spoleto; Debora Spinelli, magistrato di sorveglianza di Spoleto; Grazia Manganaro già magistrato di Sorveglianza di Spoleto; l’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto; la Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini e Camillo Corsetti Antonini; Associazione Teodelapio; Associazione Atalante; Cinema-Sala Pegasus; Pietro Carraresi Capo-area dell’Area Educativa e tutti gli educatori e l’area trattamentale; tutto il personale della Polizia Penitenziaria di Spoleto; l’ispettore Sandro Scarponi; gli agenti e gli ispettori addetti ai laboratori, alla Mof; alle scuole; alla segreteria della Direzione e del Comando; all’ufficio matricola; gli agenti e ispettori delle sezioni detentive; al Cesp – Rete delle Scuole Ristrette e Anna Grazia Stammati; all’IIS Sansi-Leonardi-Volta e Mauro Pescetelli; IPSEOASC G. De Carolis e Roberta Galassi; Francesco Corrias, Lucia Napoli e i cantanti del coro ad Cantus; al capo-arte della falegnameria del carcere Aleandro Pennella; all'ufficio stampa del Festival, lo staff di redazione e Laura Scolari, alla scenotecnica del Festival e Ottorino Neri, a Monica Trevisani a tutto lo staff del Festival di Spoleto.

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