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Sarajevo e la strage dell’uomo tranquillo
Sarajevo e la strage dell’uomo tranquillo
Sinossi
Ci ritroviamo immersi in una guerra senza nome né definizione. La attraversiamo e ne siamo attraversati, benché non sappiamo darle un nome. Eppure ci riguarda. La nostra vita quotidiana è per lo più piegata a una silenziosa allerta e circospezione: il nostro tempo di pace non è affatto pacifico, ma nervoso, isterico e diffidente. Cos’è la guerra: è quel che accade al di fuori? nei giornali? nei campi di battaglia, nelle nostre case, in noi stessi? Quante sono le forme della guerra? O è piuttosto una sola e medesima cosa? È quanto accade fuori di noi ad avere un effetto sulla nostra maniera di
essere, o è forse il contrario? Come individui siamo soli: professionalmente soli, emotivamente soli, fisicamente soli, socialmente soli (un ossimoro ormai reale). Un dopoguerra, però, è forse possibile: una volta che il disastro dell’umanità è assodato e tutto è da ricostruire, potersi ritrovare, accanto e meno soli, in un concreto sforzo fisico, al di là delle solitudini e della paura, perché la paura stessa ha bisogno di un mondo. Come posso essere meno solo attraverso un solo? Non esiste uno spazio né un tempo ulteriore per essere umani. Il paradiso è una forma del momento presente.
Crediti
Programma
in collaborazione con Teatro Stabile dell’Umbria
idea e creazione Gennaro Lauro
assistenza Elisabetta Lauro
disegno luci Gaetano Corriere
coproduzione Associazione Sosta Palmizi
sostenuto da Impasse/Cie Greffe (Genève), Dansomètre (Lausanne), Lo Studio (Bellinzona), La Ménagerie de Verre (Paris), L’Echangeur – CDCN (Château-Thierry), CND (Paris), RAMDAM un centre d’art (Lyon)
finalista del Premio Equilibrio 2018
selezionato per la Vetrina Giovane Danza d’Autore – Anticorpi XL 2018
selezionato per i “40 Winks” di Aerowaves 2019
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