Sinossi
In occasione della 69ma edizione del Festival dei Due Mondi, Palazzo Collicola propone un ricco programma espositivo, articolato nei diversi ambienti del museo.
Autore del manifesto della 69ma edizione del Festival, Giuseppe Penone (Garessio, 1947) è una delle figure chiave dell’arte contemporanea. Le sue opere, focalizzate sulla relazione dialettica tra uomo e natura, sono state esposte nei più importanti musei del mondo e in occasione delle principali rassegne espositive a livello internazionale. A Palazzo Collicola, Penone presenta una serie di sculture, scelte e allestite in reazione all’architettura del Piano Nobile, sottolineandone le caratteristiche. Anafora, questo il titolo del progetto espositivo a cura di Saverio Verini, propone una selezione di opere tra le più significative della produzione di Penone e, insieme, una lettura inedita degli ambienti di Palazzo Collicola.
Oltre alle opere di Penone, il pubblico potrà ammirare l'esposizione di Filippo Marignoli (Perugia, 1926 - Seattle, 1995) promossa, nel centenario dalla nascita del pittore, dalla Fondazione Marignoli di Montecorona di Spoleto. La mostra presenta una selezione accurata di opere cardine dell'artista, già membro del Gruppo di Spoleto, per ripercorrere le tappe fondamentali della sua produzione pittorica. Curata da Peter Benson Miller, con un contributo di Davide Ferri e la collaborazione di Susan Sayre Batton, il progetto è promosso in collaborazione con Mahler & LeWitt Studios di Spoleto.
Adelaide Cioni (Bologna, 1976) propone inoltre un progetto espositivo inedito, concepito appositamente per gli ambienti del piano terra di Palazzo Collicola. Grande assurdo, questo il nome della mostra a cura di Saverio Verini, è la prima personale dell’artista in un’istituzione museale pubblica e presenta nuove opere che trasformano gli spazi espositivi, creando un percorso avvolgente e aperto all’interazione con il visitatore. Giocando sul limite fra scultura, architettura e disegno, i lavori di Cioni si inseriscono come organismi incongrui nelle sale, trasfigurandole in mondi immaginifici.

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