Andrea Obiso e Benedetto Lupo
con gli allievi della Festival dei Due Mondi Academy
Concerti di Mezzogiorno
Andrea Obiso e Benedetto Lupo con gli allievi della Festival dei Due Mondi Academy
Sinossi
Il Festival dei Due Mondi celebra l’incontro tra eccellenza artistica e nuova generazione con un concerto che riunisce Benedetto Lupo, Andrea Obiso e gli studenti della Festival dei Due Mondi Academy. Un appuntamento che incarna lo spirito più autentico dell’Accademia: trasmettere esperienza, visione e passione attraverso il dialogo diretto tra maestri e giovani talenti sul palcoscenico.
Benedetto Lupo, pianista di riferimento nel panorama internazionale, è riconosciuto per l’eleganza del tocco, la profondità analitica e la raffinatezza del suono, qualità che lo hanno portato a esibirsi con le principali orchestre e nelle sale più prestigiose del mondo tra Europa e Stati Uniti. All’attività solistica affianca un’intensa attività cameristica e didattica, come titolare del Corso di perfezionamento in pianoforte dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Andrea Obiso è primo violino dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e interprete apprezzato per brillantezza tecnica e sensibilità musicale, come testimoniato dall’argento al Concorso ARD di Monaco, dall’oro al Prix Ravel e dal percorso di studi prestigioso al Curtis di Philadelphia, dove ha studiato anche direzione d’orchestra e composizione prima di lanciarsi in una fortunata carriera orchestrale e solistica.
La collaborazione di Lupo e Obiso con gli studenti non è un semplice affiancamento, ma autentica condivisione del fare musica in cui l’esperienza si intreccia con l’entusiasmo e l’energia dei giovani interpreti.
Il programma riflette questa ricchezza di prospettive e combina diverse formazioni cameristiche, alternando docenti e allievi sul palco per un percorso nel repertorio mitteleuropeo. Si apre con il Quartettsatz di Mahler, l’unica composizione cameristica del compositore boemo senza la voce, una pagina giovanile di grande espressività e dai foschi colori; prosegue con le trascinanti Danze slave op. 46 (nn. 3, 7, 8) di Dvořák per pianoforte a quattro mani, esempi di quella vitalità ritmica e quel colore popolare che il compositore ceco profonde ad ampie mani nei suoi lavori sinfonici e cameristici; quindi il Trio n. 1 di Martinů, in cui l’eredità musicale ceca incontra il neoclassicismo stravinskiano con esiti originalissimi. Il programma culmina nel celebre Quintetto per pianoforte e archi di Schumann, capolavoro romantico in cui il dialogo cameristico, lo slancio appassionato, la scrittura sapiente e il virtuosismo brillante trovano una sintesi che ne garantisce il successo fin dalla prima assoluta, a Lipsia con la moglie Clara al pianoforte.
Crediti
Programma
violino Andrea Obiso
pianoforte Benedetto Lupo
allievi della Festival dei Due Mondi Academy
programma musicale
Gustav Mahler
Quartettsatz in la minore
Antonín Dvořák
Danze slave op. 46 nn. 3, 7, 8 per pianoforte a quattro mani
Bohuslav Martinů
Trio per pianoforte violino e violoncello n. 1 in do minore, H. 193
Robert Schumann
Quintetto per pianoforte e archi in Mi bemolle maggiore, op. 44
programma in esclusiva per il Festival dei Due Mondi

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