Sinossi
Tra le migliori formazioni italiane di oggi, il Quartetto Indaco è sorto a fama internazionale con la vittoria del Primo Premio e due premi speciali al Concorso di Osaka, primo ensemble italiano a vincere l’oro ad uno dei grandi concorsi internazionali per quartetto. Dalla vittoria sono seguite tournée in Giappone, in Corea, e i debutti in Wigmore Hall, in Sala Verdi a Milano, alla Biennale del Quartetto di Amsterdam e al Parco della Musica di Roma.
Amato per la sincerità, la freschezza e la dedizione al dialogo dei suoi musicisti, il Quartetto Indaco si è cimentato con una pluralità di generi e di stili, dal Barocco al contemporaneo, anche grazie alla fortunata presenza di un “compositore in residence”, Cosimo Carovani, violoncellista del gruppo e prolifico autore e arrangiatore.
Il Quartetto Indaco è nato nella culla italiana del quartetto della Scuola di Musica di Fiesole grazie all’impulso di Piero Farulli. Accanto al percorso accademico con il loro mentore Oliver Wille (Kuss Quartet), il quartetto ha imparato l’arte con grandi personalità della scuola quartettistica come Günter Pichler (Primarius Alban Berg Quartet), Reiner Schmidt (Hagen Quartet) e il grande vate tedesco del quartetto Eberhard Feltz.
Nel suo concerto di debutto al Festival di Spoleto, il Quartetto Indaco porta un programma che fa della musica popolare il suo baricentro, tra i capolavori di due autori profondamente influenzati dai canti popolari della loro terra, Haydn e Ravel, e due brani in prima assoluta di Carovani tratti da canti popolari toscani e spoletini.
Crediti
Programma
Quartetto Indaco
violino Eleonora Matsuno
violino Ida Di Vita
viola Jamiang Santi
violoncello Cosimo Carovani
programma musicale
Franz Josef Haydn
Quartetto per archi in Re maggiore, op. 76 n. 5
Carlo Carovani
Quartetto n. 5 “Sette riflessioni sul canto popolare toscano Maremma amara” – Prima esecuzione assoluta
Quattro canti spoletini per quartetto d’archi – Prima esecuzione assoluta
Maurice Ravel
Quartetto per archi in Fa maggiore

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